Ecografia tiroidea
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ecografia tiroidea
ecografia tiroidea
Cos’è l'ecografia Tiroidea?
L’ecografia tiroidea è una procedura diagnostica non invasiva che utilizza onde sonore ad alta frequenza per creare immagini dettagliate della ghiandola tiroidea. Durante l’esame, il paziente è sdraiato con il collo esteso, e un trasduttore viene passato sopra la pelle del collo, emettendo onde sonore che vengono riflettute dai tessuti tiroidei e convertite in immagini visibili su un monitor.
Vantaggi
1. Non invasiva e sicura:
Non comporta esposizione a radiazioni ionizzanti, rendendola una scelta sicura per la diagnosi e il follow-up.
2. Alta Risoluzione:
L’ecografia tiroidea offre una risoluzione elevata, che permette una visualizzazione dettagliata dei noduli tiroidei e della loro struttura interna.
3. Rapida ed economica:
È un esame relativamente economico rispetto ad altre tecniche di imaging come la tomografia computerizzata (CT) o la risonanza magnetica (MRI).
4. Guida per procedure interventistiche:
È spesso utilizzata per guidare le biopsie con ago sottile (FNA), aumentando l’accuratezza diagnostica dei campioni prelevati.
Indicazioni
1. Valutazione dei Noduli Tiroidei:
L’ecografia è indicata per la caratterizzazione di noduli tiroidei sospetti, aiutando a distinguere tra lesioni benigne e maligne.
2. Monitoraggio delle neoplasie tiroidee:
È utilizzata per il follow-up post-operatorio nei pazienti trattati per cancro tiroideo per individuare eventuali recidive.
3. Guida per Procedure Invasive: Utilizzata per guidare procedure invasive come la FNA e la terapia ablativa dei noduli tiroidei.
4. Valutazione Preoperatoria e Pianificazione Chirurgica:
L’ecografia eseguita dal chirurgo può ottimizzare la pianificazione chirurgica, riducendo la necessità di procedure inutili e migliorando l’outcome chirurgico.
Attività clinica
Gli ambiti di competenza clinica e di ricerca coprono la vasta gamma delle patologie benigne e maligne del sistema endocrino, nello specifico:
Malattie della Tiroide
Tiroidite cronica (ad es. Hashimoto), ipotiroidismo, distiroidismi in gravidanza, noduli tiroidei, ipertiroidismo, Morbo di Basedow, Orbitopatia di Graves, tumori della tiroide, tiroidite subacuta e disgenesia tiroidea.
La tiroide è una ghiandola endocrina posta nella parte anteriore del collo, a forma di farfalla con due lobi collegati da un sottile istmo. È un organo piuttosto piccolo, ma che svolge un ruolo fondamentale nella regolazione dello sviluppo fetale, nei processi metabolici, nel funzionamento del sistema cardiovascolare, muscolare e scheletrico, nel consumo di energia dell’intero organismo (consumo di ossigeno e termogenesi), attraverso la produzione di due ormoni: la tiroxina (T4) e la triiodotironina (T3).
Tiroidite subacuta
È un’infiammazione della tiroide ed è nota anche col nome di tiroidite granulomatosa o tiroidite di De Quervain. In genere è preceduta da un’infezione delle prime vie respiratorie ed è concomitante a infezioni causate da virus, tra cui virus influenzale, Adenovirus, Epstein Barr virus o il virus della parotite. Si manifesta con febbre, gonfiore e dolore nella regione anteriore del collo e che può interessare anche la mandibola o l’orecchio. Generalmente va incontro ad una risoluzione spontanea.
Tiroide cronica
È un’infiammazione della tiroide di tipo autoimmune, ovvero causata da anticorpi che attaccano la tiroide riducendo progressivamente la sua funzione. Si possono distinguere diverse forme, tra cui tiroidite cronica di Hashimoto; tiroidite silente sporadica; tiroidite silente post-partum; tiroidite fibrosa di Riedel; tiroidite indotta da farmaci.
Ipotirorismo
L’ipotiroidismo è una condizione clinica dovuta ad una insufficiente azione degli ormoni tiroidei a livello tissutale, che determina un rallentamento di tutti i processi metabolici. A seconda della causa, l’ipotiroidismo si distinguersi, a seconda della causa, nella forma primitiva e nella forma centrale. La forma primitiva è determinata da una causa organica e può essere congenita o acquisita, dovuta ad una ridotta massa e/o funzione del tessuto tiroideo. L’ipotiroidismo centrale, invece, si manifesta quando vi è una ridotta stimolazione da parte dell’asse ipotalamo-ipofisi; oppure quando si sviluppa una resistenza generalizzata agli ormoni tiroidei, per un’alterazione dei recettori per la triiodotironina.
Tra i sintomi più comuni si annovera adinamia, cute secca, sonnolenza, eloquio rallentato, bradicardia, intolleranza al freddo, iposudorazione, pallore cutaneo, stipsi, perdita di memoria, dispnea, apnea notturna, edemi periferici.
Distiroidismi in gravidanza
Sono disfunzioni della tiroide che possono insorgere durante la gravidanza e che possono avere delle ripercussioni sullo sviluppo fetale. Le principali patologie tiroidee in gravidanza sono rispettivamente l’ipotiroidismo e l’ipertiroidismo.
Noduli tiroidei
Sono lesioni discrete all’interno della ghiandola tiroidea talvolta palpabili o che sono ecograficamente distintinguibili dal parenchima tiroideo circostante. I noduli possono essere solitari o essere presenti all’interno di un gozzo multinodulare. Si possono distinguere in noduli benigni (nel 95% dei casi) e in noduli maligni (per il restante 5% dei casi). I noduli benigni possono essere di natura non neoplastica (legati a tiroidite cronica, a gozzo multinodulare, a cisti, ad aree cicatriziali da chirurgia e radiazioni o ad agenesia di un lobo tiroideo) o di natura neoplastica (adenomi, lipomi, emangiomi o teratomi). I noduli maligni, invece, insorgono in presenza di carcinoma tiroideo primitivo, di linfoma tiroideo primitivo, di fibrosarcoma o di altro carcinoma metastatico (mammella, reni, ecc.).
Ipertiroidismo
Condizione clinica in cui si verifica un aumento delle concentrazioni di ormoni tiroidei conseguente a una iperfunzione della tiroide. I sintomi più frequenti dell’ipertiroidismo sono tremori, nervosismo, tachicardia, palpitazioni, aritmie, debolezza muscolare, osteoporosi, esoftalmo, perdita di peso, aumento dell’appetito, aumento della sete e della diuresi, diarrea, intolleranza al caldo, aumento della sudorazione.
Morbo di Basedow
Detto anche morbo di Graves o gozzo tossico diffuso per l’aumento uniforme del volume della tiroide (gozzo), è una forma di ipertiroidismo autoimmune. I sintomi più frequenti comprendono disturbi psichici, in particolare ansia, irritabilità, depressione e disturbi fisici tra cui battito cardiaco accelerato, debolezza muscolare, sudorazione eccessiva, arrossamento del volto e del collo, disturbi mestruali fino all’amenorrea nelle donne, diarrea e perdita di peso. Un altro sintomo molto frequente è l’esoftalmo, la protrusione degli occhi oltre la rima palpebrale.
Orbitopatia di Graves
Malattia associata all’ipertiroidismo del morbo di Graves-Basedow. Si tratta di un processo infiammatorio autoimmune che determina il rigonfiamento e la fibrosi dei tessuti molli dell’orbita. Si manifesta con gonfiore delle palpebre, protrusione dei bulbi oculari, rossore e bruciore oculare, sensazione di corpo estraneo, incompleta chiusura dell’occhio, problemi alla vista e sensibilità alla luce.
Tumori della tiroide
Originano da un nodulo alla tiroide, che si forma per la crescita anomala delle cellule che costituiscono la stessa ghiandola. È possibile distinguere tra noduli benigni, tipici dell’iperplasia tiroidea, e noduli maligni, formazione neoplastica tipica dell’adenocarcinoma tiroideo. Le forme più comuni di adenocarcinoma tiroideo sono quello papillare e quello follicolare. Forme più rare sono il carcinoma midollare e il carcinoma anaplastico. Scopri di più nella pagina dedicata ai Tumori della tiroide.
Disgenesia tiroidea
Detta anche agenesia della tiroide, è una delle cause di ipotiroidismo congenito in cui la tiroide è assente, ectopica o gravemente sottosviluppata.
Alterazioni del metabolismo
sindrome metabolica, diabete di tipo 1, diabete di tipo 2, obesità da cause endocrine, iperinsulinismo, ipercolesterolemia, ipertensione arteriosa.
Sindrome metabolica
Quadro patologico che comprende una serie di fattori di rischio, che predispongono un soggetto a sviluppare patologie cardiometaboliche. Devono essere presenti almeno tre fattori contemporaneamente affinché si sviluppi la sindrome metabolica ed essi possono essere: ipertensione arteriosa, alterata glicemia a digiuno, circonferenza addominale superiore a 102 centimetri per i maschi o a 88 centimetri per le femmine, ipercolesterolemia e ipertrigliceridemia.
Diabete di tipo 1
Detto anche diabete giovanile, in quanto insorge prima dei 30 anni, è caratterizzato da una riduzione relativa o assoluta della secrezione insulinica, che determina una dipendenza assoluta della terapia sostitutiva insulinica. L’insorgenza è in genere acuta e si manifesta con iperglicemia (presenza nel sangue di alti livelli di glucosio), glicosuria (presenza nelle urine di zuccheri), chetonuria (presenza nelle urine di corpi chetonici, ovvero di acetone, acido acetoacetico e acido beta-idrossibutirrico), poliuria, polidipsia, iperfagia, astenia, dimagrimento, dolori addominali, disturbi cognitivi e disturbi di coscienza (coma).
Negli ultimi anni l’utilizzo delle tecnologie nel campo del diabete mellito di tipo 1 ha rivoluzionato la gestione della malattia, migliorando il controllo glicemico e la qualità della vita dei pazienti. Le tecnologie più avanzate includono i sistemi di monitoraggio continuo della glicemia (CGM) e i microinfusori di insulina (insulin pump), che permettono un dosaggio più preciso e personalizzato dell’insulina. Recentemente, i sistemi ibridi a ciclo chiuso, conosciuti come “pancreas artificiali”, combinano CGM e microinfusori per regolare automaticamente l’insulina, riducendo il rischio di ipoglicemia e iperglicemia
Diabete di tipo 2
Diabete non insulino-dipendente, si presenta prevalentemente dopo i 40 anni, con un esordio spesso insidioso e senza sintomi. Si associa spesso a sovrappeso o obesità e si manifesta talvolta in più individui appartenenti allo stesso nucleo familiare. Per il controllo dei sintomi e della iperglicemia si ricorre a farmaci ipoglicemizzanti orali e solo in alcuni casi alla terapia insulinica sostitutiva.
Obesità da cause endocrine
È una forma di obesità secondaria, ovvero associata ad una condizione o patologia già nota e presente nell’individuo.
L’obesità indotta da cause endocrine può essere dovuta alle seguenti condizioni: alterazioni neuroendocrine a carico dell’ipotalamo; alterazioni ipofisarie per: iperproduzione di ormone adrenocorticotropo; ridotta o aumentata secrezione di ormone della crescita o aumentata secrezione di prolattina; ipotiroidismo secondario per ridotta secrezione di ormone TSH; diminuita produzione di androgeni; ipogonadismo; sindrome dell’ovaio policistico.
Iperinsulinismo
Condizione in cui si evidenziano elevati livelli di insulina, normalmente rilasciata in risposta ad alti livelli di glucosio nel sangue, liberati dopo l’assunzione di un pasto. Non sempre è una condizione patologica, ma è tipica dei pazienti affetti da diabete di tipo I o II. Spesso l’esordio è asintomatico, tuttavia può manifestarsi con sintomi quali tremore, eccessiva sudorazione, letargia e nei casi più gravi con il coma
Ipercolesterolemia
Stato in cui la concentrazione nel sangue di colesterolo totale, dato dalla somma del colesterolo buono HDL e del colesterolo cattivo LDL, è superiore rispetto ai valori ritenuti fisiologici. L’eccesso di grasso nel sangue è una delle cause che determinano l’insorgenza dell’aterosclerosi, ovvero il restringimento del calibro dei vasi sanguigni per il loro ispessimento e per la formazione di placche che ostacolano il normale flusso sanguigno.
Ipertensione arteriosa
Stato persistente in cui, in condizioni di riposo, la pressione arteriosa è più alta rispetto ai valori standard fisiologici, che sono 115-120 mmHg per la massima (o sistolica) e 75-80 mmHg per la minima (o diastolica).
Malattie dell'ipofisi
iperprolattinemia e prolattinomi, acromegalia, adenomi ipofisari, Malattia di Cushing, ipopituitarismo, sindrome della sella vuota, ipogonadismo ipofisario e deficit di ormone della crescita.
Iperprolattinemia
Condizione caratterizzata da un’ipersecrezione di prolattina, ormone prodotto dall’ipofisi, che ha la funzione di stimolare la produzione di latte durante la gravidanza ed evita l’instaurarsi di un’ulteriore gravidanza nella prima fase dell’allattamento. Nella donna l’iperprolattinemia si manifesta con alterazioni del ciclo mestruale, nell’uomo, invece, con disfunzione erettile e ginecomastia.
Prolattinoma
Neoplasia benigna a carico dell’adenoipofisi, che causa ipersecrezione di prolattina tale da instaurare un quadro di iperprolattinemia.
Ipopituitarismo
Ipopituitarismo o insufficienza ipofisaria, è dovuta ad una ridotta secrezione di uno o più ormoni prodotti dall’ipofisi. La sintomatologia varia a seconda degli ormoni deficitari e a seconda della causa scatenante la patologia.
Acromegalia
Patologia determinata da un’ipersecrezione dell’ormone GH nell’età adulta, caratterizzata da eccessiva crescita ossea e da ispessimento dei tessuti molli. Si manifesta con progressivo ingrossamento delle ossa e di alcuni organi interni, problemi cardiovascolari, ipertensione, impotenza o amenorrea, sindrome del tunnel carpale, ipertensione, astenia, torpore mentale, diabete, irsutismo e apnea notturna. Se il quadro si realizza prima della saldatura delle cartilagini epifisarie si parla di gigantismo.
Adenoma ipofisario
Tumore benigno dell’ipofisi a lenta crescita. Tenendo conto dell’importante funzione ormone-secernente e regolatoria svolta dall’ipofisi, tutti i tumori che la colpiscono sono potenzialmente pericolosi, anche se di natura benigna. La forma maligna è denominata carcinoma ipofisario.
Malattia di Cushing
La malattia di Cushing è una sindrome causata da un’eccessiva produzione di cortisolo, spesso dovuta a un adenoma ipofisario secernente adrenocorticotropina (ACTH). I sintomi includono obesità centrale, facies lunare, ipertensione, diabete mellito, e alterazioni cutanee come strie rosse e fragilità capillare. La diagnosi si basa su test endocrinologici specifici, come la misurazione del cortisolo libero urinario e il test di soppressione con desametasone. Il trattamento prevede la rimozione chirurgica dell’adenoma ipofisario, farmaci che inibiscono la produzione di cortisolo o, in alcuni casi, radioterapia.
Sindrome della sella vuota
Disordine ipofisario che viene diagnosticato radiologicamente, quando la sella turcica, fossa che contiene e protegge l’ipofisi, sembra essere vuota per un parziale o totale schiacciamento dell’ipofisi per la presenza di un’erniazione dello spazio subaracnoideo contenente liquor. La sella vuota generalmente è asintomatica o manifestarsi con cefalea e problemi oculistici o neurologici.
Ipogonadismo ipofisario
Detto anche ipogonadismo secondario o centrale, è una condizione patologica causata da una mancata stimolazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi (testicoli o ovaie) con conseguente mancata o ridotta produzione di ormoni sessuali (estrogeni e progesterone, nella donna, e testosterone, nell’uomo). Il quadro clinico varia a seconda del sesso e dell’età di insorgenza del deficit.
Deficit di ormone della crescita
Può esordire nell’infanzia e può protrarsi o meno in età adulta, o può avere un esordio in età adulta. Nell’infanzia è causa di disordini nell’accrescimento (forme di nanismo e ipostaturalismo). Le principali conseguenze del deficit di GH nell’adulto sono invece riduzione della massa magra e aumento della massa grassa, riduzione della volemia, ipertensione e comparsa di disordini cardiovascolari, riduzione della densità ossea, riduzione della forza muscolare e riduzione del senso di benessere, comparsa di alterazioni metaboliche.
Endocrinologia ginecologica
Amenorree, PCOS, irsutismo.
Branca dell’endocrinologia, che si occupa dei disturbi ormonali ed endocrini nella donna, dall’adolescenza alla menopausa. Alla base di questi disturbi possono esserci alterazioni che riguardano il sistema di comunicazione ormonale dell’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi femminili (ovaie), oppure disfunzioni della tiroide o dei surreni, fattori genetici o difetti nutrizionali. Di seguito alcuni dei disturbi endo-ginecologici:
Amenorrea
Mancanza totale del ciclo mestruale. Si distingue in amenorrea primaria, se la donna non ha mai avuto il menarca, il primo ciclo mestruale, al raggiungimento dei sedici anni, e in amenorrea secondaria, se in una donna con ciclo regolare si presenta un’interruzione delle mestruazioni per almeno sei mesi consecutivi.
PCOS
La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) è un disturbo endocrino comune tra le donne in età riproduttiva, caratterizzato da irregolarità mestruali, iperandrogenismo (eccesso di ormoni maschili) e ovaie policistiche. I sintomi includono acne, irsutismo, aumento di peso e infertilità. La diagnosi si basa su criteri clinici e ecografici. Il trattamento mira a gestire i sintomi e può includere contraccettivi orali, metformina per migliorare la sensibilità all’insulina e cambiamenti nello stile di vita per la gestione del peso.
Irsutismo
Condizione caratterizzata da un’eccessiva crescita di peli nella donna in zone in cui normalmente non sono presenti o in zone tipicamente maschili (viso, petto, addome, braccia, schiena, glutei), generalmente dovuta ad un’eccessiva produzione di testosterone da parte dei surreni e delle ovaie. Si associa spesso a irregolarità del ciclo mestruale, acne, aumento di peso e perdita di capelli.
Malattie del surrene
sindrome adreno-genitale, Morbo di Addison, ipertensioni secondarie, ipercortisolismo, iperaldosteronismo (Morbo di Conn), feocromocitoma, adenoma surrenalico, carcinoma surrenalico.
I surreni sono ghiandole endocrine in numero pari situate sopra i reni. Si compongono di uno strato corticale esterno e di uno midollare interno.
Lo strato corticale a sua volta è così suddiviso (dall’esterno verso l’interno): glomerulare (che produce ormoni mineralcorticoidi); fascicolare (che sintetizza gli ormoni glucocorticoidi); reticolare (che secerne ormoni androgeni).
La regione midollare produce le catecolamine (dopamina, adrenalina e noradrenalina) in risposta allo stimolo proveniente dalle fibre pregangliari dei nervi splancnici.
Sindrome adreno-genitale
La sindrome adreno-genitale o iperplasia surrenalica congenita, è una malattia genetica che si trasmette per via autosomica recessiva e che può colpire entrambi i sessi. È causata da un difetto enzimatico che è coinvolto nella sintesi di cortisolo e dell’aldosterone, ormoni prodotti dalle ghiandole surrenali. Il quadro clinico varia a seconda della produzione e attività enzimatica residua, generalmente si manifesta al momento della nascita. I nati femmina possono presentare vari livelli di androgenizzazione o malformazioni, i maschi presentano invece quadri di ipertrofia e iperpigmentazione scrotale.
Morbo di Addison
Malattia rara e forma primitiva di insufficienza corticosurrenale cronica, che deriva da una severa riduzione irreversibile di corticosteroidi, ormoni prodotti dalla corticale del surrene. La causa più frequente è di tipo autoimmune e il quadro clinico più comune è il seguente: astenia, anoressia e dimagrimento (fino a 15 kg), amenorrea (legata al dimagrimento), melanodermia, vitiligine (5-15% dei casi), ipotensione (90% dei casi: sincopi), disturbi gastro-intestinali (nausea, vomito), ipoglicemia.
Ipercortisolismo (sindrome di Cushing)
Condizione caratterizzata da un eccesso di cortisolo come conseguenza all’eccessiva produzione surrenalica (causa primitiva) o per l’eccessiva produzione di ormone adrenocorticotropo (ACTH) da tumore ipofisario o altro tumore (causa secondaria). I principali segni e sintomi dell’ipercortisolismo sono: l’obesità centrale, la pletora facciale, l’intolleranza ai carboidrati, l’ipertensione arteriosa, l’irsutismo, le strie rubre addominali, l’astenia, turbe neuropsichiche, la disfunzione erettile nell’uomo, l’amenorrea nella donna, la cefalea, i dolori addominali, l’acne, la seborrea e l’esoftalmo.
Iperaldosteronismo primario (sindrome di Conn)
Sindrome dovuta ad un’eccessiva produzione di aldosterone da parte della corticale del surrene. Alte concentrazioni di aldosterone in circolo determina una riduzione di renina plasmatica, con conseguente induzione di ipertensione arteriosa, aumento di sodio e riduzione del potassio nel sangue. Tra i sintomi correlati a tale sindrome si annovera l’emicrania, la retinopatia, i problemi cardiovascolari, la debolezza muscolare, gli spasmi, le paralisi muscolari e la poliuria.
Feocromocitoma
Tumore catecolamino-secernente che origina dalle cellule cromaffini che sono concentrate nella midollare del surrene o nel sistema paragangliare simpatico. Si manifesta con una crisi ipertensiva, che si associa spesso a cefalea pulsante, sudorazione profusa, tachicardia, pallore o arrossamento del viso (flushing), tremori, ansia e talvolta a dolori precordiali o addominali con nausea e vomito, perdita di peso, catabolismo con resistenza all’insulina e aumento della temperatura corporea.
Adenoma surrenalico
Consiste nella presenza di noduli benigni a livello dei surreni e possono distinguersi in non secernenti e in secernenti a seconda che non presentino o che presentino un’aumentata secrezione di ormoni surrenalici. Nella maggior parte dei casi risulta asintomatico, in altri casi la sintomatologia può variare in rapporto agli ormoni surrenalici prodotti.
Carcinoma surrenalico
Malattia rara maligna, che può originare dalla corteccia o dalla midollare del surrene e che può associarsi, come nel caso degli adenomi surrenalici, ad una componente endocrina. Nel caso di tumori che originano dalla corticale del surrene possono produrre in eccesso cortisolo, aldosterone, testosterone o estrogeni. Nel caso di tumori che originano dalla midollare del surrene può rilasciare catecolamine. Il trattamento potrà variare a seconda della diagnosi istopatologica e della stadiazione tumorale.
Malattie rare
Sindromi poliendocrine autoimmuni e sindrome da neoplasia endocrina multipla (MEN), tumori neuroendocrini.
Malattie delle paratiroidi e del metabolismo calcio-fosforo
osteoporosi, iperparatiroidismo primitivo e secondario, deficit di vitamina D, alterazioni del metabolismo calcio-fosforo, ipoparatiroidismo.
Le paratiroidi sono quattro ghiandole situate posteriormente alla tiroide, ognuna delle dimensioni di un chicco di riso. Raramente le paratiroidi possono essere alloggiate dentro la parte posteriore della tiroide (0,5% dei casi). Le paratiroidi sono deputate alla produzione e al rilascio in circolo dell’ormone paratiroideo o paratormone (PTH), che ha la funzione di mantenere la concentrazione di calcio, fosforo e vitamina D nel sangue.
Osteoporosi
Malattia sistemica cronica che interessa l’apparato scheletrico. Causa una progressiva perdita di massa minerale ossea e di conseguenza un aumentato rischio di sviluppo di fragilità ossea e di fratture. A seconda della causa, si può classificare in osteoporosi primaria se la causa è di tipo idiopatica, post-menopausale o senile, e in osteoporosi secondaria se è causata da iperparatiroidismo, tossicità da farmaci, o altre patologie endocrine.
Iperparatiroidismo primitivo e secondario
Malattia metabolica comune causata da livelli elevati di paratormone, prodotto da parte di una o più paratiroidi con conseguente alterazione del metabolismo del fosforo e del calcio.
Deficit di vitamina D
Deficit di vitamina D, o ipovitaminosi D è una carenza di vitamina D, per ridotta esposizione ai raggi solari o per rare condizioni genetiche. Una sua riduzione porta a una alterata mineralizzazione delle ossa, causando rachitismo, osteomalacia o osteoporosi.
Ipoparatiroidismo
Malattia rara causata da un deficit totale o parziale della secrezione di paratormone (PTH) da parte delle paratiroidi, con conseguente riduzione dei livelli di calcio e aumento dei livelli di fosforo nel sangue. I sintomi sono legati ad una aumentata eccitabilità neuromuscolare, e possono includere disturbi motori, disturbi sensitivi e disturbi psichiatrici.
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